8:00
Accoglienza squadre
in zona Fiera Pordenone
11:30
Partenza gara
a Pordenone
14:40
Arrivo
a Piancavallo
15:30
Cerimonia di premiazione
ed evento finale

4° Trofeo Emozione

Il grande ciclismo torna nel pordenonese con la quarta edizione del Trofeo Emozione.
Una gara estremamente tecnica, dura ma, allo stesso tempo, affascinante, composta da un gruppo massimo di 170 corridori e le migliori squadre nazionali ed internazionali del momento.
I chilometri del percorso sono 128 di cui 10 di trasferimento, da Pordenone a Piancavallo, 2300 sono i metri di dislivello con una pendenza massima del 18%, 2 sono i traguardi volanti e 2 i gran premi della montagna.

 

Il percorso

128 km - 2200m di dislivello

La 4a Ed. del Trofeo Emozione è una gara in linea di 118 km (128 km comprensivi di iniziale trasferimento) con quasi 2200 m di dislivello.
Come per le passate edizioni la partenza sarà da Pordenone, trasferimento iniziale di 10 km con via ufficiale a Zoppola. Quest’anno la località di Piancavallo ospita la sede d’arrivo.
I primi 35 km del percorso presentano lunghi ed ampi stradoni senza alcuna difficoltà altimetrica. Raggiunto il paese di Lestans la corsa inizierà l’avvicinamento alla prima delle tre salite di giornata, 15 km di veloci sali e scendi porteranno al paese di Casiacco, km 42 di gara, dove avrà inizio l’ascesa a Clauzetto prima salita di giornata.
Il Clauzetto dal versante di Vito d’Asio è una salita di 6.8 km al 5.8% di pendenza media. La strada è ampia, presenta un buon manto stradale e sale per la prima parte a tornanti; poi in località Anduins, dopo la svolta a sinistra, il percorso prosegue sempre ampio ma meno tortuoso.
E’ un’ascesa non particolarmente impegnativa che si divide per difficoltà in due tronconi. La prima parte di 5 km porta dalla frazione di Casiacco a quella di Vito d’Asio, pendenza media del 6.5 % ma mai superiori all’8%; i restanti 1.8 km sono molto facili, da rapportone, pendenze del 3-5% fino al termine della salita. Passato il GPM inizia subito la discesa di 5.5 km, dopo 300 m vi è un primo tornate a sinistra particolarmente stretto, da qui per i primi 2 km i corridori troveranno una serie di curve e tornanti con strada ampia e fondo in discrete condizioni. La seconda parte della discesa, con fondo non in perfette condizioni, è molto tortuosa ed è caratterizzata da un lunga serie di curve ravvicinate, spesso cieche.
Terminata la discesa gli atleti percorreranno un primo tratto pianeggiante di 10 km fino al paese di Sequals all’uscita del quale si immetteranno lungo la SR464 in direzione Maniago. Per altri 10 km il percorso si mantiene pianeggiante, strada ampia dai lunghi rettilinei.
Al km 71 di gara svolta a destra lasciando la SR464, la carreggiata si stringe per il breve tratto di 1 km nell’avvicinamelo alla seconda salita di giornata: le cave di Fanna L’ascesa delle cave presenta una strada ampia e con un fondo in buone condizioni, misura 3.3 km, 230 m di dislivello con una pendenza medio del 7% con punte dell’12-13%. I primi 700 m sono facili al 3-5%, poi la pendenza aumenta all’7-9% e prosegue regolare fino ai meno 1000 m dal GPM, le pendenze passano da qui al 10-12% per spianare negli ultimi 100 m. La discesa inizia subito, si imbocca una strada molto stretta ma con manto stradale perfetto e di recente rifacimento. Il primo tratto stretto di 900 m è molto ripido con un due secchi tornanti nella parte conclusiva. Al temine della prima parte della discesa si svolta secco a sinistra per immettersi lungo la SP26 che va verso Maniago. La strada si allarga, scende senza particolari difficoltà e sono presenti un paio di gallerie in sequenza, la prima di 400 m la seconda di 800 m, entrambi illuminate.
Al termine della discesa, km 79 di gara, si attraversa parzialmente l’abitato di Maniago per prendere la vecchia strada che porta al paese di Montereale Valcellina. Tratto di 6 km senza particolari asperità che vede lo stretto passaggio sul ponte di Ravedis.
A Monterele la corsa svolterà a destra imboccando la SR251 della Valcellina, breve strappo di 500m al 5-6% che termina all’imbocco di una breve galleria di 300m dalla quale si esce sul viadotto che sovrasta il lago di Ravedis. Qui i corridori troveranno vento contro che sarà presente anche subito dopo quando percorreranno una lunga ed ampia galleria di 4km in leggerissima pendenza. All’uscita gli atleti si troveranno un breve tratto all’aperto e poi una sequenza di altri due gallerie, la prima di 300 m la seconda di 900m, entrambi ampie, pianeggianti e ben illuminate.
All’uscita dall’ultimo tunnel, km 96 di gara, in località Molassa si svolta a sinistra per attraversare la diga del lago di Barcis, si percorre la destra lago per avvicinarsi all’ascesa finale a Piancavallo a 1288 mslm. La strada inizia a salire dolcemente fino al km 99 dove si svolta a sinistra per l’inizio della salita.
La salita del Piancavallo dal versante di Barcis misura 13.8 km, 860 m si dislivello, 6.5% pendenza media. La
strada si mantiene sempre ampia, con buon fondo stradale e per buoni tratti anche ombreggiata. La prima
metà della salita è la più impegnativa, non sempre regolare, la pendenza media è dell’8% con tratti al 10-
11%. Dopo 7.5 km, in tratto in mezzo al bosco la strada spiana e poi scende debolmente per 400-500 m per
poi riprendere a salire nuovamente per altri 2 km con pendenze regolari al 7-8%.
In corrispondenza dell’ultimo tornate, meno 3 km all’arrivo, la pendenza si fa più dolce, 4-5% fino ai 300 m
dal traguardo. Qui si svolta leggermente a destra imboccando l’arrivo su strada pianeggiante e posto al
termine di un lungo ed ampio curvone a sinistra. I corridori vedranno lo striscione solamente negli ultimi
80-100 m.
Anche la 4° edizione del Trofeo Emozione si rivela una gara esigente dal punto di vista del profilo
altimetrico che, ancor più delle precedenti edizioni, si adatta agli scalatori e lascia presagire ad un arrivo in
solitaria. Il percorso è molto scorrevole per i primi 50 km, se in pianura non dovesse sganciarsi un drappello
di fuggitivi, il Clauzetto offrirà il primo trampolino di lancio per qualche attaccante, mente il gruppo si
allungherà per poi ricompattarsi al termine della discesa. Chi vorrà puntare invece al successo dovrà
“limare”, essere ben protetto dai compagni e risparmiare le energie per gli ultimi 35 km.
La gara entrerà nel vivo con l’ascesa alle cave di Fanna, salita breve ma arcigna, chi mira a giocarsi il
successo sull’ascesa finale dovrà evitare farsi sorprendere nelle retrovie per non rischiare di ritrovarsi in
qualche gruppetto ad inseguire il gruppo dei migliori.
L’avvicinamento alla salita finale non è da sottovalutare, il profilo altimetrico non è esigente ma l’insidia del
vento contro e laterale, nel tratto che da Montereale porta al lago di Barcis, potrebbe far sprecare preziose
energie nell’avvicinamento ai piedi del Piancavallo.
I quasi 14 km finali lasciano tutto lo spazio per recuperare eventuali fuggitivi, sicuramente negli ultimi tre
chilometri, date le pendenze, chi vorrà far la differenza dovrà impegnarsi a spingere un lungo rapporto.

Il percorso

Vuoi diventare

nostro sponsor?

Vuoi ricevere maggiori informazioni su come poter entrare a far parte dei nostri sponsor?


Contattaci subito