CHI SIAMO
ASD EMOZIONE
ASD Emozione non è solo una sigla sportiva, ma l’espressione di una promessa che abbiamo fatto a noi stessi. Siamo un gruppo di amici che hanno passato gran parte della vita sui pedali e che, dal ciclismo, hanno ricevuto molto più di semplici trofei: abbiamo ricevuto una scuola di vita fatta di fatica, lealtà e resilienza.
Oggi sentiamo il bisogno profondo di “restituire” tutto questo. Non ci interessa mettere in mostra i nostri trascorsi o le nostre competenze tecniche; ciò che ci spinge davvero è la gratitudine. Vogliamo ridonare alle strade e alle persone quei valori che la vita e lo sport ci hanno regalato, onorando nel contempo la memoria di chi, prima di noi, ha saputo organizzare e amare il ciclismo con la stessa dedizione.
Dedichiamo il nostro tempo libero a questo progetto perché crediamo che la passione sia un testimone da passare di mano in mano. Non abbiamo una struttura fatta di atleti, ma un’anima fatta di valori che vogliamo proteggere e tramandare.
Trofeo Emozione: il nostro modo di dire grazie
Il Trofeo Emozione è il cuore pulsante di questa nostra filosofia. Non lo consideriamo una semplice competizione, ma un atto di gratitudine collettivo. È il nostro modo per dimostrare che lo sport è un motore di sentimenti nobili che non si ferma mai e che, nonostante il passare degli anni, può ancora regalare brividi autentici.
Organizzare questa gara significa per noi trasformare il ricordo in azione e la passione in un’esperienza condivisa. Vogliamo che chiunque partecipi — che sia un atleta, un partner o un semplice spettatore — possa sentire che qui non si corre solo per un traguardo, ma per celebrare insieme la bellezza e la forza dei valori che ci hanno reso le persone che siamo oggi.
LA NOSTRA FILOSOFIA
SCRITTO DA ALEX CORAZZA
Quando le persone mi chiedono “Ma a te cosa piace del ciclismo?” o ancora “A che pensi quando stai tutte quelle ore da solo sulla bicicletta?” le mie risposte sono sempre: “La fatica” e “A tutto quello che voi non pensate quando rimanete ore chini con il telefono in mano”.
Il ciclismo per me è stato ed è ancora oggi un divertimento, come è stato una palestra educativa di vita ma soprattutto è stato quell’elemento che mi ha fatto sopravvivere ad altre battaglie.
Come corridore non ho vinto nulla per cui gli appassionati possano ricordarmi ma, grazie anche a quanto mi ha trasmesso ed insegnato questo sport, ho avuto modo di vincere due volte una grave malattia come la leucemia.
La tenacia nel soffrire, la voglia di resistere alla fatica, la grinta di non mollare, la forza mentale, la disciplina e il sacrificio allenati nel corso della mia carriera da atleta sono stati tutti utili ed indispensabili alleati per poter affrontare le cure e superare i molteplici momenti di sconforto che ho attraversato.
A distanza di anni, e dopo una laurea magistrale in ingegneria, la bicicletta rimane ancora una mia grandissima passione a cui sento sempre il bisogno di dedicare del tempo per tenermi in forma ma anche per poter scaricare lo stress e le tensioni del mio lavoro.
Ai giovani corridori mi sento di lasciare questa riflessione: “Non tutti potrete coronare il sogno del passaggio al professionismo, così come poi di affermarvi grandi campioni, ma ricordate sempre che quanto vi ha trasmesso ed insegnato il ciclismo lo potete applicare in altri momenti della vostra carriera professionale o della vita privata.”
Un grosso in bocca al lupo e sui pedali date sempre il massimo per non avere nessun rimpianto.
Alex Corazza