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Un anno dopo il Trofeo Emozione: che fine hanno fatto i protagonisti della volata di Pordenone

A poco meno di un anno dal 5° Trofeo Emozione, la volata di piazza XX Settembre a Pordenone continua a fare da spartiacque nelle carriere dei giovani che quel 26 aprile 2025 si giocarono la vittoria. Quella giornata bagnata dalla pioggia, segnata dai sei tratti di sterrato e dal Monte di Ragogna, non è rimasta un episodio isolato: molti dei protagonisti hanno poi costruito una stagione da assoluti leader del panorama juniores internazionale.

Il caso più evidente è quello di Alessio Magagnotti. Il campione del mondo su pista nell’inseguimento a squadre ha trasformato il Trofeo Emozione in una sorta di “inizio del dominio”: la vittoria di Pordenone è stata infatti solo la seconda di una serie impressionante di successi. Nel 2025 Magagnotti ha chiuso la stagione juniores con 14 vittorie, spaziando dai circuiti italiani alle corse a tappe internazionali. Dopo il colpo di Pordenone, sono arrivati successi pesanti come il Memorial Faliero e Clara Vangi a Calenzano, il Trofeo Comune di Brentino Belluno, il Due Giorni di Brescia e Bergamo – Gran Premio Ecotek a Rovato, le tappe al Giro del Friuli Venezia Giulia Juniores, al Giro d’Abruzzo, al Giro della Lunigiana e altre affermazioni che lo hanno imposto come uno dei riferimenti della categoria.

Se Magagnotti ha confermato il suo status di fuoriclasse, anche chi quel giorno si è messo al suo inseguimento ha saputo lasciare il segno. Brandon Fedrizzi, secondo sul traguardo di Pordenone e maglia bianca di miglior giovane al Trofeo Emozione, ha proseguito il proprio percorso di crescita nelle file della Petrucci Assali Stefen, confermandosi tra i velocisti più solidi della categoria. La capacità di reggere su percorsi misti – come dimostrato dai 136 chilometri del Trofeo Emozione – e di finalizzare il lavoro del proprio treno nelle volate lo ha reso un punto fermo per la sua squadra e una delle ruote più osservate nelle corse nazionali.

Sul terzo gradino del podio di Pordenone era salito il trevigiano Nicola Padovan, altro nome che nel 2025 si è ritagliato spazio tra gli juniores più concreti del panorama italiano. Per lui il Trofeo Emozione è stato la conferma di una predisposizione naturale alle gare dure ma veloci, dove servono resistenza, capacità di stare davanti sullo sterrato e lucidità nel finale cittadino, con una lunga serie di piazzamenti importanti tra Veneto, Friuli e le principali corse a tappe per juniores.

Tra i protagonisti “silenziosi” di quella giornata va ricordato anche Roberto Capello: il corridore del Team Grenke Auto Eder, partito all’attacco sul Monte di Ragogna, è stato il grande animatore della corsa, tenendo il gruppo a distanza sui sei settori di sterrato prima di arrendersi ai crampi a 15 chilometri dall’arrivo. La maglia rossa dei traguardi volanti, conquistata proprio al Trofeo Emozione, ha fotografato il suo ruolo da specialista delle fughe e corridore generoso, prezioso per le formazioni internazionali che puntano su un ciclismo offensivo.

Non meno importante il cammino di chi, pur non salendo sul podio, ha inciso sulla corsa e sulla stagione. Il danese Lindholm Andersen e il tedesco Moritz Mauss hanno proseguito il loro percorso nelle strutture giovanili dei grandi team continentali, confermando il respiro internazionale del Trofeo Emozione. Fabio Segatta (Us Montecorona), sesto a Pordenone, ha dimostrato di essere molto più di uno scalatore puro, piazzandosi con regolarità anche in contesti veloci; mentre Marco Andrea Pierotto, nono al traguardo, si è messo in luce come uomo-squadra ideale, decisivo nel lavoro di preparazione delle volate per Magagnotti e capace al tempo stesso di portare a casa risultati personali di spessore.

I cambi di maglia: dai settori di sterrato ai grandi progetti internazionali

Nel frattempo, il mercato ha certificato quanto quella volata di Pordenone fosse popolata di talenti destinati a salire di livello. Il salto più evidente è quello di Alessio Magagnotti, che dal 2026 corre con la struttura di sviluppo della Red Bull – BORA – hansgrohe, la formazione Rookies del team WorldTour tedesco. Per il trentino, già all’esordio tra gli under 23 è arrivato un podio al Trofeo Palma contro i professionisti, segno che il passaggio nella “galassia” Red Bull – BORA è la naturale prosecuzione di un percorso da predestinato.

Anche il futuro di Brandon Fedrizzi è già scritto a tinte importanti: dal 2026 il bolzanino vestirà la maglia della Borgo Molino Coratti Vigna Fiorita, uno dei team juniores italiani più strutturati e con un programma di alto profilo. L’accordo si inserisce in un progetto che guarda già oltre, verso la categoria under 23, con una prospettiva legata alla Development della Intermarché, a conferma di quanto Fedrizzi sia considerato uno dei prospetti più interessanti nel panorama degli uomini veloci.

Sul fronte internazionale, il tedesco Moritz Mauss – settimo al Trofeo Emozione 2025 – è entrato nella rosa della UAE Team Emirates Gen-Z, la Continental di sviluppo legata al team WorldTour emiratino. Un passaggio che conferma come il gruppo dei migliori di Pordenone fosse già allora un concentrato di corridori seguiti da vicino dai grandi progetti internazionali.

Per Roberto Capello, l’“uomo della fuga” del Monte di Ragogna, il salto è stato altrettanto significativo: dal vivaio Grenke-Auto Eder è approdato alla EF Education-Aevolo, squadra di sviluppo della EF Education-EasyPost, con un accordo pluriennale e un percorso disegnato per accompagnarlo fino al WorldTour. Il piemontese ha così scelto la strada nordamericana per il proprio percorso under 23, ideale per un corridore resistente e portato alle azioni da lontano.

Guardando oggi la classifica di quel 26 aprile 2025, il 5° Trofeo Emozione appare sempre più come una fotografia anticipata del ciclismo che verrà: un mix di talenti italiani e stranieri, capaci di interpretare una corsa “da classica” con maturità tattica e coraggio. Per molti di loro, Pordenone non è stata solo una vittoria o un piazzamento, ma l’inizio di una traiettoria chiara: quella che porta dalle strade di Vivaro, dal Ragogna e dallo sterrato friulano verso i migliori progetti giovanili del mondo e, passo dopo passo, al professionismo.

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